Cosa vedere a Tbilisi, capitale della Georgia: la guida completa

Vista dal monastero di Jvari - Georgia

Quando siamo arrivati a Tbilisi, la sensazione iniziale è stata piuttosto spiazzante. È una città che non ti viene incontro subito, che non ti abbraccia e non ti coccola. Anzi, per certi versi sembra quasi tenerti a distanza. Le persone appaiono spesso fredde, raramente sorridono e nei ristoranti non c’è il classico approccio turistico in cui qualcuno ti accoglie e ti accompagna al tavolo. Devi essere tu a farti avanti e a prendere un po’ l’iniziativa. All’inizio questa cosa ci ha fatto strano, ma col passare dei giorni abbiamo capito che probabilmente è semplicemente il loro modo di fare.

La sensazione generale è quella di una città ancora poco orientata al turismo, e in parte anche poco organizzata per quanto riguarda musei, attività e informazioni. Non tutto è chiaro e non tutto è immediato da capire, e spesso bisogna arrangiarsi un po’. Però è anche questo che, in qualche modo, rende Tbilisi interessante: non è una città patinata ed è proprio questa sua autenticità a darle personalità.

Noi siamo stati a Tbilisi a Capodanno e, nonostante il freddo invernale (durante il nostro soggiorno faceva davvero molto freddo), la città ci è sembrata comunque piacevole da girare a piedi. Di sera, soprattutto nel periodo natalizio, Tbilisi si riempie di decorazioni e luminarie, creando un’atmosfera molto suggestiva. Ci siamo sempre sentiti al sicuro, anche rientrando tardi la sera, e anche nel cuore della notte.

Trasporti e costi

I mezzi pubblici a Tbilisi funzionano bene e sono molto economici. Gli autobus costano circa 0,50 € a tratta e la metropolitana copre gran parte della città, risultando comoda per spostarsi rapidamente tra i quartieri principali e le zone più turistiche.

Appena arrivati per andare dall’aeroporto al centro città abbiamo subito deciso di testare i taxi, che a Tbilisi sono estremamente economici. Infatti la corsa è costata meno di 5 euro per mezz’ora abbondante.

L’app che consigliamo di scaricare è Bolt, con cui ci siamo trovati sempre benissimo. È affidabile, trasparente nei prezzi e permette anche di prenotare una corsa in anticipo, soluzione comodissima se dovete spostarvi in orari scomodi. Nel nostro caso l’abbiamo utilizzata per tornare in aeroporto alle 2:30 di notte, quando sarebbe stato poco pratico cercare un taxi per strada.

Per quanto riguarda il costo del cibo in Georgia, si spende mediamente meno rispetto all’Italia, soprattutto nei ristoranti tipici georgiani. Con 10-15 euro a persona si mangia tranquillamente, anche se si è delle buone forchette. I fast food sono ancora più economici, e si riesce a mangiare sempre con meno di 10 euro a persona.

Altre tipologie di spesa, come tecnologia e abbigliamento, sono invece piuttosto allineate ai prezzi italiani, senza particolari differenze degne di nota.

Internet e cellulare

Essendo la Georgia fuori dall’Unione Europea, il normale piano tariffario italiano non funziona come in altri Paesi UE, anche con il roaming attivo. Prima di partire è quindi fondamentale organizzarsi per avere una connessione internet in Georgia affidabile.

Noi questa volta, così come avevamo già fatto anche in Cina, abbiamo scelto Holafly, che permette di acquistare una eSIM per la Georgia direttamente online. Si installa comodamente prima della partenza, dopo aver dato un’occhiata veloce sul sito per verificare la compatibilità del proprio modello di smartphone, e si attiva solo una volta atterrati, così da non restare neanche un minuto senza connessione. Niente cambio SIM fisica, niente ricerca disperata del Wi-Fi in aeroporto e nessuna paura di esaurire GB con i dati illimitati in Georgia.

È già diverse volte che utilizziamo Holafly nei nostri viaggi e ci siamo sempre trovati molto bene, soprattutto per la semplicità di attivazione e l’assistenza rapida in caso di necessità. 

Se state organizzando un viaggio in Georgia, trovate qui la eSIM Holafly che abbiamo utilizzato noi. Acquistandola tramite il nostro link “CONGUSTO” avrete il 5% di sconto aggiuntivo sul vostro ordine e supporterete il progetto di Viaggiando con Gusto senza alcun costo per voi!

Tbilisi dall’alto: Narikala, Mother of Georgia e Giardino Botanico

Uno dei momenti più belli del viaggio a Tbilisi è stato salire nella parte alta della città, alla scoperta dei suoi principali punti panoramici. Tbilisi è costruita all’interno di una vallata e proprio per questo offre diversi punti di osservazione dall’alto, ideali per capire la struttura della città e godere di viste spettacolari.

La Fortezza di Narikala è senza dubbio uno dei punti panoramici più famosi di Tbilisi e regala una vista davvero impressionante sul centro storico e sul fiume Kura. Per raggiungerla si può prendere la cabinovia di Tbilisi, che parte dal Rike Park. Il biglietto giornaliero costa 3 GEL a persona (più 1 GEL per fare la tessera) e il servizio è attivo dalle 10:00 alle 22:00. Durante il nostro soggiorno non siamo riusciti a visitare la fortezza all’interno perché era in ristrutturazione, ma anche solo il panorama ripaga ampiamente la salita.

Poco distante dalla fortezza si trova la celebre statua della Mother of Georgia, uno dei simboli più riconoscibili della città. La statua tiene in una mano un calice di vino, simbolo dell’ospitalità georgiana, e nell’altra una spada, a rappresentare la difesa della città dagli invasori. È una figura enorme e imponente, visibile da molti punti di Tbilisi, e dal vivo ha un impatto decisamente maggiore rispetto alle fotografie.

Tbilisi - Narikala Fortress
Tbilisi - Narikala Fortress
Tbilisi - Vista Mother of Georgia
Tbilisi - Vista Mother of Georgia
Tbilisi - Mother of Georgia
Tbilisi - Mother of Georgia

Dalla stessa area si può accedere anche al Giardino Botanico Nazionale della Georgia, uno degli spazi verdi più interessanti di Tbilisi. 

L’ingresso costa 4 GEL a persona e il parco si estende sull’altro versante della collina rispetto al centro storico. Per noi è stata una vera sorpresa trovare un’area verde così ampia e curata a pochi passi dalla città. 

Il giardino è perfetto per fare una passeggiata, rallentare i ritmi e allontanarsi per un po’ dal traffico urbano. Molto suggestivo il passaggio sul ponte in pietra sopra la cascata e il sentiero che costeggia il piccolo torrente che attraversa il parco. 

Va però considerato che il percorso è caratterizzato da continui saliscendi, quindi è consigliato solo a chi ha voglia di camminare un po’.

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Un altro punto panoramico imperdibile di Tbilisi è il Monte Mtatsminda, una delle attrazioni più famose della città e uno dei migliori punti da cui osservare il panorama dall’alto. Il modo più semplice per raggiungerlo è la funicolare di Mtatsminda, che parte da Chonkadze Street e collega il centro alla cima della collina in pochi minuti. Il biglietto costa 12 GEL a persona andata e ritorno e durante la salita si gode già di una bellissima vista sulla città.

In cima si trova il Mtatsminda Park, un grande parco divertimenti affacciato su Tbilisi, molto frequentato sia dai turisti che dalla gente del posto. Il parco ospita diverse attrazioni, tra cui una ruota panoramica, giostre e aree verdi dove passeggiare. Non è un parco divertimenti moderno, ma ha un’atmosfera un po’ retrò che lo rende particolare e piacevole.

Oltre alle attrazioni, sul Monte Mtatsminda si trovano anche ristoranti e bar panoramici, ideali per fermarsi a mangiare o bere qualcosa con vista sulla città. Il momento migliore per visitarlo è il tardo pomeriggio o la sera, quando si può ammirare Tbilisi sia con la luce del giorno che completamente illuminata. L’alternativa se venite d’estate è quella di fare un bel pomeriggio provando anche le varie attrazioni e poi restare fino al tramonto. 

Per chi visita la capitale georgiana, Mtatsminda rappresenta una tappa perfetta per chiudere la giornata e vedere la città da una prospettiva diversa.

Le terme sulfuree: un’esperienza da fare

La leggenda narra che Tbilisi prenda il nome dalla parola georgiana “tbili”, che significa “caldo”, proprio per le sorgenti termali naturali presenti nella zona, che fin dall’antichità hanno reso la città un luogo importante e frequentato. Ancora oggi Tbilisi è famosa per le sue antichissime terme, tutte concentrate nel quartiere storico di Abanotubani. Dedicare qualche ora al relax in questa zona è, secondo noi, una tappa imprescindibile durante un viaggio a Tbilisi.

Noi abbiamo scelto di prenotare alle Chreli-Abano Sulphur Baths, facilmente riconoscibili per la caratteristica facciata in mosaico blu. Abbiamo prenotato direttamente dal sito e optato per una stanza privata. L’esperienza è stata molto intensa inizialmente, l’acqua è sulfurea e davvero molto calda, tanto che all’inizio può risultare persino difficile entrare in vasca, ma poi diventa sempre più piacevole e rigenerante.

Abbiamo prenotato un’ora e mezza e speso circa 60 euro. Nel caso in cui non abbiate con voi il telo o le ciabatte, è possibile noleggiarli direttamente all’accettazione. Non si tratta di un’esperienza economica in senso assoluto, ma per quello che offre riteniamo che valga la spesa, e vi da la possibilità di connettervi alle origini antiche della città.

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Tbilisi - Chreli Abano Stanza privata
Tbilisi - Chreli Abano Stanza privata

Musei e cultura

Il museo che ci ha colpito di più a Tbilisi è stato senza dubbio il Museo della stampa sotterranea di Stalin. È una visita che definire particolare è riduttivo. Prima di tutto va chiarito che non si tratta di un museo ufficiale, ma di una struttura gestita dal partito comunista locale, situata in una zona un po’ più periferica della città, nei pressi della stazione della metro 300 Aragveli. Il costo della visita è di 10 GEL a persona, da pagare in contanti.

L’aspetto più surreale dell’esperienza è che il tour viene condotto da una guida che si presenta come ex colonnello del KGB. Per rompere il ghiaccio mostra il suo tesserino dei servizi segreti e racconta episodi legati alla Guerra Fredda, compreso il numero di spie americane che afferma di aver fatto catturare. Parla un inglese piuttosto stentato, ma riesce comunque a spiegare bene il contesto storico e a rendere la visita coinvolgente.

Durante la visita vengono mostrate le macchine utilizzate per stampare i volantini clandestini, dopodiché si viene accompagnati verso il pozzo che collegava la casa in superficie alla stanza sotterranea. Si scende tramite una scala di ferro stretta e fatiscente e si arriva nel vero e proprio spazio in cui veniva organizzata l’attività clandestina. Qui si trova ancora una vecchia macchina da stampa di origine tedesca, completamente arrugginita. Fa davvero impressione pensare che in quello spazio così angusto venissero pianificate attività di enorme importanza storica.

Per i più coraggiosi è possibile entrare anche nel tunnel che fungeva da ingresso principale della stanza sotterranea, attraverso un’apertura laterale nel pozzo. Dal punto di vista storico è una visita molto forte e, secondo noi, merita assolutamente. Un aspetto da tenere in considerazione è che nelle recensioni capita spesso di leggere che il museo risulta chiuso anche negli orari di apertura. In realtà, il motivo è che la guida chiude a chiave la porta durante la visita guidata. È successo anche a noi di vedere alcuni visitatori bussare e rimanere fuori fino alla fine del tour, che dura comunque circa mezz’ora. Per la nostra esperienza basta attendere un po’, perché la visita vale davvero l’attesa.

Macchina da Stampa Tedesca originale
Macchina da Stampa Tedesca originale
Schema del collegamento della camera sotterranea
Schema del collegamento della camera sotterranea segreta
Busti di Stalin e Lenin
Busti di Stalin e Lenin
L'incredibile guida del museo, ex colonnello del KGB
L'incredibile guida del museo, ex colonnello del KGB

Siamo stati anche al Museo del Vino di Tbilisi, che onestamente ci ha lasciati un po’ spaesati, anche perché non si capiva bene dove fosse l’ingresso né dove fare il biglietto; seguendo i cartelli, ci siamo ritrovati a entrare da una porta laterale, finendo direttamente nel mezzo della mostra. L’ingresso si trova su Sioni Street, dentro la corte interna del centro commerciale Secret Garden Karvasla.

Il biglietto di ingresso costa 15 GEL a persona, a cui è possibile aggiungere 5 GEL extra per avere un bicchiere di vino da degustare durante la visita. Il percorso dura circa un’ora, forse qualcosa di meno, e non è particolarmente descrittivo, anche se il luogo è molto suggestivo. Si tratta infatti di una vecchia cantina in mattoni di pietra, con soffitti a volta, che racconta la vinificazione secondo il metodo georgiano e la storia antichissima di questa tradizione. Girare per il museo con un bicchiere di vino in mano è sicuramente un’esperienza particolare. Nel complesso, secondo noi, il museo ha del potenziale, ma non è sfruttato a pieno.

Avremmo voluto visitare anche il Museo Nazionale Georgiano, considerato uno dei musei più importanti di Tbilisi, ma purtroppo nel giorno in cui avevamo programmato la visita era chiuso, ovvero il 2 gennaio 2026.

Wine Museum Tbilisi
Wine Museum Tbilisi
Wine Museum Tbilisi
Wine Museum Tbilisi
Wine Museum Tbilisi
Wine Museum Tbilisi

I tour organizzati fuori città

Una delle esperienze migliori da fare in Georgia è partecipare a un tour organizzato con partenza da Tbilisi: ce ne sono tantissimi e permettono, anche in una sola giornata, di scoprire alcune delle sfaccettature più affascinanti del Paese.

Noi abbiamo prenotato il nostro tour tramite GetYourGuide ed è stata un’ottima scelta, perché consente di organizzare tutto comodamente da casa, con cancellazione gratuita e la possibilità di pagare spesso solo pochi giorni prima della partenza. Vi lasciamo il link del tour che abbiamo scelto, che consigliamo davvero.

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La nostra giornata è iniziata alle 8:30 del mattino, con partenza dalla piazza davanti alla stazione della metro di Avlabari, un punto da cui abbiamo notato partire anche molti altri tour organizzati. Come prima tappa del tour abbiamo visitato Uplistsikhe, un complesso che ha quasi 3000 anni di grotte scavate nella roccia su un promontorio. 

Durante il suo periodo di massimo splendore, Uplistsikhe fu uno dei principali centri urbani del Caucaso antico e un importante cuore politico e religioso dell’antico regno di Kartli. Questa suggestiva città rupestre della Georgia, scavata nella roccia, era dominata dal culto pagano del sole e da un potere regale strettamente legato ai rituali religiosi: templi, sale cerimoniali, celle sotterranee e profonde fosse carcerarie raccontano ancora oggi una società complessa e ben organizzata. Accanto a tutto questo, Uplistsikhe era anche un luogo di produzione del vino, come dimostrano i numerosi torchi rupestri e le vasche scavate nella pietra, a conferma di quanto il vino fosse centrale nella vita quotidiana, economica e simbolica della Georgia antica.

È un luogo incredibile, difficile da descrivere a parole. Si cammina tra le abitazioni scavate nella pietra, i passaggi stretti e si entra in grotte che per un millennio sono state testimoni di una società complessa. È una di quelle visite che, senza un tour organizzato, probabilmente non avremmo mai fatto, e sarebbe stato un vero peccato. 

Siamo poi stati a Gori, città famosa soprattutto per essere il luogo di nascita di Stalin. Qui la nostra guida ci ha raccontato la tradizione del supra georgiano, il tipico banchetto della cucina tradizionale della Georgia, in cui la condivisione è al centro: decine di piatti vengono messi in tavola e passati tra i commensali, creando un’atmosfera conviviale davvero particolare. Noi in realtà non abbiamo partecipato a un vero e proprio supra, ma abbiamo preso parte a un pranzo conviviale che ne richiamava lo spirito. È stata una piccola occasione per assaggiare e capire meglio questa tradizione culinaria georgiana, profondamente radicata nella cultura del Paese.

Gori è famosa per essere la città natale di Stalin, e non ci siamo fatti scappare l’occasione di visitare il Museo di Stalin. Il biglietto di ingresso costa 15 GEL a persona. È una visita che colpisce soprattutto per l’approccio con cui viene raccontata la figura di uno dei dittatori più sanguinari del Novecento.

La nostra guida, che fin dall’inizio si è dichiarata antistaliniana, ci ha accompagnati nel museo facendoci notare come l’esposizione sia chiaramente di parte, raccontando solo alcuni aspetti della storia e omettendo lo sterminio degli oppositori politici e le pagine più oscure del regime. Nonostante questo, resta una tappa che consigliamo, a patto di visitarla con spirito critico. Il museo è infatti ricchissimo di reperti storici, tra cui indumenti personali, orologi, sigari, la scrivania del suo ufficio, doni ricevuti da altre nazioni e quella che ci ha stupiti di più: la carrozza del treno personale di Stalin, una carrozza blindata costruita come un vero e proprio appartamento su rotaie, davvero affascinante.

Stalin Museum

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Successivamente abbiamo visitato Mtskheta e la sua abbazia, la splendida Cattedrale di Svetitskhoveli, uno dei luoghi più sacri della Georgia.

L’edificio, imponente ma armonioso, colpisce per la sua architettura in pietra e per l’atmosfera solenne che si respira al suo interno, ricca di storia e spiritualità. Dopo la visita, ci siamo concessi una piacevole passeggiata tra le stradine adiacenti del centro storico, animate da piccoli negozietti di souvenir, bancarelle artigianali e locali dove fermarsi a mangiare o bere qualcosa con calma.

Durante il rientro verso Tbilisi abbiamo fatto tappa anche al Monastero di Jvari, uno dei luoghi panoramici più belli della Georgia. Da qui si gode di una vista spettacolare al tramonto, uno di quei panorami che restano impressi e che chiudono perfettamente una giornata così intensa.

Qui trovate il link del tour che abbiamo scelto e che consigliamo: se decidete di prenotare da qui, sosterrete il progetto Viaggiando con Gusto senza alcun costo aggiuntivo per voi.

Cibo georgiano

La cucina georgiana ci ha incuriositi fin da subito, con sapori decisi, ingredienti semplici ma intensi e piatti profondamente legati alla tradizione. È una cucina identitaria, che racconta la storia del Paese e le sue influenze tra Europa e Asia, ma allo stesso tempo non assomiglia davvero a nessun’altra cucina che abbiamo provato. Non è mediterranea, non è mediorientale, non è asiatica, eppure prende qualcosa da ognuna di queste aree e lo rielabora in modo unico.

Alcune specialità ci sono piaciute tantissimo, altre un po’ meno, ma nel complesso è una esperienza gastronomica che vale assolutamente la pena di vivere. Anzi, per noi è stata una parte fondamentale del viaggio: sedersi a tavola, assaggiare piatti tipici georgiani, condividere le portate e scoprire sapori così diversi dai nostri è stato uno dei modi più autentici per entrare in contatto con la cultura georgiana. 

Abbiamo amato i khinkali, i famosi ravioli georgiani ripieni, soprattutto quelli tradizionali alla carne. Sono succosi, speziati e vanno mangiati in un modo preciso: si afferrano dal “cappellino”, si dà un morso e si beve prima il brodo all’interno. È quasi un piccolo rituale. Ne esistono anche versioni con formaggio, funghi o patate, ma per noi quelli classici restano i migliori.

Il khachapuri, invece, il celebre pane georgiano ripieno di formaggio, è forse il piatto simbolo della cucina tipica georgiana. La versione più famosa è l’Adjaruli, a forma di barca, con uovo crudo e una noce di burro al centro. Buonissimo, ma decisamente impegnativo. L’abbiamo trovato piuttosto pesante e molto ricco. È un piatto da condividere e da gustare in piccole dosi, soprattutto se non si è abituati a preparazioni così sostanziose.

Uno dei piatti che ci ha davvero conquistati sono state le melanzane con crema di noci e melograno (badrijani nigvzit), un grande classico della cucina georgiana. Cremose, leggermente dolci, con quella nota fresca del melograno: le avremmo mangiate praticamente ogni giorno.

Molto buoni anche il lobio, la tradizionale zuppa di fagioli speziata servita spesso in un piccolo recipiente di terracotta, e il lobiani, focaccia ripiena di fagioli, semplice ma sorprendentemente gustosa. Tra le altre specialità tipiche da provare segnaliamo anche il mtsvadi (spiedini di carne alla griglia) e il chakapuli, uno stufato di carne aromatizzato con erbe fresche e prugne acerbe, dal sapore particolare e molto diverso dai nostri standard.

Una curiosità che ci ha colpiti è il churchkhela, il dolce tradizionale georgiano a base di noci o nocciole infilate su uno spago e immerse nel mosto d’uva addensato, poi lasciato essiccare. Si trova ovunque, nei mercati e nei negozi tipici, e sembra quasi una candela colorata appesa. È energetico, naturale e rappresenta uno degli snack più antichi della tradizione locale.

Alternative gastronomiche a Tbilisi

Se a un certo punto sentite il bisogno di variare, nessun problema: Tbilisi è una città estremamente multietnica. Noi abbiamo mangiato cucina thailandese, cinese, turca, kebab, noodle e sushi. Si trova davvero di tutto e spesso si mangia anche molto bene. Questo rende la capitale georgiana perfetta per chi ama alternare cucina locale e sapori internazionali durante il viaggio.

Ci ha inoltre sorpreso la forte presenza di fast food, specialmente catene americane poco diffuse in Italia, come Dunkin’ Donuts, Wendy’s e Subway, molto comuni a Tbilisi. Presenti anche McDonald’s e Burger King, ma in quantità leggermente inferiori rispetto alle altre.

In generale, la gastronomia in Georgia è parte integrante dell’esperienza di viaggio: che si tratti di un ristorante tradizionale o di una tavola condivisa durante una supra, il cibo è sempre un momento di condivisione e identità culturale.

Il tesoro a 4 zampe della città

Un’altra cosa che ci ha davvero colpiti è stata la presenza dei cani randagi a Tbilisi. Ce ne sono tantissimi, ovunque, ma si tratta di cani tranquilli, docili e completamente abituati alla vita in città e alle persone, quasi indifferenti alla loro presenza. Dormono davanti ai negozi, nei parchi, lungo i marciapiedi, nelle stazioni della metro, nei sottopassaggi e persino all’interno dell’aeroporto. Tutti hanno una targhetta colorata all’orecchio, che indica che sono sterilizzati e vaccinati e che vengono seguiti dal comune. È stata una delle cose che ci ha fatto più impressione in senso positivo. Vederli così ben integrati nella vita quotidiana della città, rispettati e lasciati vivere in pace, è stata una delle esperienze che più ci ha toccati emotivamente durante tutto il viaggio a Tbilisi.

Spesso capita anche che ti accompagnino per un tratto delle tue passeggiate, come guide silenziose, camminandoti accanto in modo discreto, come se per qualche minuto foste parte dello stesso percorso. È una sensazione difficile da spiegare, ma incredibilmente bella. In un certo senso ti fanno sentire meno la mancanza dei tuoi pelosetti lasciati a casa, come nel nostro caso, e trasformano una semplice camminata in un piccolo momento di connessione inaspettata.

Vino georgiano

Il vino in Georgia è molto più di una semplice bevanda: è uno dei simboli più forti della cultura e della tradizione georgiana. La produzione del vino in Georgia ha origini antichissime, con una storia che risale a oltre 8.000 anni fa, rendendo il Paese una delle culle della viticoltura mondiale. Ancora oggi, in molte cantine tradizionali, viene utilizzato il metodo delle qvevri, grandi anfore di terracotta interrate nel terreno, riconosciute dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Non siamo grandi intenditori di vino, ma durante il nostro viaggio in Georgia abbiamo notato come spesso, a tavola, venga servito un vino georgiano dolce o semi-dolce, diverso dallo stile dei vini italiani a cui siamo più abituati. Nel complesso si beve bene, anche se non ci ha fatto impazzire. Resta comunque un’esperienza da provare, perché il vino è parte integrante dell’identità del Paese, della sua cucina tipica e del modo di vivere georgiano.

Vini Georgiani
Vini Georgiani

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Mercatini e sottopassaggi

Uno dei mercatini dell’usato più interessanti di Tbilisi è senza dubbio il Dry Bridge Market, una tappa che consigliamo di non perdere. È il posto ideale per passare qualche ora curiosando tra oggetti vintage, souvenir e chincaglieria di ogni tipo, spesso risalenti all’epoca sovietica. Qui si trovano vecchie medaglie, monete, fotografie, libri, vinili, macchine fotografiche e piccoli cimeli che raccontano la storia recente del Paese. Molto tipici sono i corni per bere il vino (kantsi) e i gioielli con pietre locali, spesso fatti a mano. Un luogo perfetto se cercate qualcosa di autentico e diverso dai soliti souvenir.

Una delle curiosità più particolari di Tbilisi riguarda invece i sottopassaggi pedonali, molto diffusi anche nel centro città. Servono per attraversare le grandi arterie stradali e spesso al loro interno ospitano piccoli negozi, bazar e bancarelle improvvisate. Non trasmettono una sensazione di pericolo, anzi: li abbiamo trovati vivaci e frequentati, soprattutto nelle ore di punta. In molti casi diventano veri e propri micro-mondi sotterranei, dove si può comprare di tutto, dai fiori ai giocattoli, dai vestiti agli snack locali. Un aspetto quotidiano della città che racconta bene lo spirito pratico e genuino di Tbilisi.

Un altro luogo che merita una visita è il Dezerter Bazaar, il grande mercato di Tbilisi vicino alla stazione centrale. Qui l’atmosfera cambia completamente: è un vero mercato ortofrutticolo locale, caotico e autentico, dove si trovano montagne di spezie, frutta secca, formaggi, pane fresco e prodotti tipici georgiani. È il posto giusto per vedere la città più vera, quella vissuta ogni giorno dai residenti. Intorno al mercato si sviluppa un’area immensa di piccoli negozietti di ogni tipo, tra abbigliamento, casalinghi, ferramenta e articoli improbabili di ogni genere. Non è chiarissimo dove finisca il mercato e dove inizi il quartiere commerciale, ma proprio questa continuità lo rende interessante: sembra di entrare in un enorme bazar a cielo aperto dove si può trovare davvero di tutto.

Negozietto Georgiano
Negozietto Georgiano

In conclusione

Tbilisi non è una città immediata né “accogliente” nel senso convenzionale: richiede un po’ di pazienza, curiosità e spirito d’iniziativa per essere davvero compresa. Ma è proprio questo a renderla affascinante. È una perla ancora poco visitata, autentica, vibrante, con una personalità unica e ancora poco contaminata dal turismo di massa. Non essendo ancora travolta dall’overtourism, vale davvero la pena organizzare il viaggio subito, prima che questa città straordinaria perda parte del suo fascino intatto.

Dalle stradine del centro storico ai mercati vivaci, dai sottopassaggi pieni di vita ai cani randagi che ti accompagnano nelle passeggiate, ogni angolo racconta la storia e la quotidianità della città. La cucina georgiana, con i suoi piatti identitari come khinkali, khachapuri, melanzane con crema di noci e dolci al succo d’uva e noci, è un’esperienza che da sola vale il viaggio. Senza dimenticare le escursioni nei dintorni, come Mtskheta e la Basilica di Jvari, o tour organizzati che permettono di scoprire le gemme nascoste della Georgia.

Se amate viaggiare per scoprire culture diverse, cucine nuove e luoghi fuori dai percorsi convenzionali, Tbilisi e la Georgia in generale offrono un’esperienza completa, intensa e indimenticabile. Non è una meta per tutti, ma per chi cerca autenticità, storia e sapori veri, rappresenta una delle destinazioni più sorprendenti a poche ore di volo dall’Italia.

Tra le altre esperienze più consigliate ci sono la visita al Memoriale dell’Amicizia, il tour nella regione vinicola con degustazione inclusa e l’escursione al Ponte di Diamante, dove si possono svolgere diverse attività davvero suggestive. Potete prenotarle tramite GetYourGuide.

Purtroppo noi non siamo riusciti a partecipare per mancanza di tempo, ma diverse persone che abbiamo incontrato durante il viaggio che li hanno provati ce li hanno descritti come esperienze incredibili e assolutamente da non perdere!

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